Mantra – ” Om Namah Shivaya “

Shiva il benevolo, il gentile e l’indulgente.

Questo mantra è formato da tre parole:

  • Om : Bjia mantra di invocazione;
  • Namah : mantra della riverenza e dell’abbandono e significa i miei ossequi;
  • Shivaya : Shiva è una delle tre divinità pricipali della tradizione vedica. Responsabile della distruzione dell’universo. Il suffisso “ya” significa “a te”.

Il suo significato è “I miei ossequi a te, Signore Shiva” o “Mi abbandono a te, Signore Shiva”. La sillaba ” Om ” esalta gli effetti del mantra.

Esso è composto da cinque sillabe che sono connesse:

  • ai cinque elementi primari ( etere, aria, fuoco, acqua, terra);
  • ai cinque sensi dell’uomo,
  • ai cinque tipi di Vayu (prana);
  • a cinque dei sette chakra (centri energetici).

La ripetizione purifica tutti gli elementi sopracitati, il che contribuisce alla trasformazione esteriore ed interiore.

I suoi benefici

E’ un breve mantra solare, di natura dinamica, indicato per curare diversi tipi di malattie ed è adatto a introdurre la meditazione. La sua ripetizione con consapevolezza del suo significato, elimina la disperazione, l’invidia, la rabbia, l’avidità, rimuovere le illusioni, libera la persona dall’impurità mentale esistente, dubbi e ignoranza. Inoltre trasforma la coscienza di una persona e la sua stessa vita, porta pace, felicità, prosperità e un senso di unità con il mondo intero.


Conosciamo meglio il Signore Shiva

Shiva, come già descritto sopra è uno delle tre maggiori divinità dell’India. Egli è il dio della distruzione, rappresenta la fine di ogni cosa e contemporaneamente la nuova vita che nasce dalla distruzione. Viene venerato ma allo stesso tempo temuto. Esso svolge la funzione cosmica di distruzione dell’universo (creare, mantenere e poi distruggere) un processo eterno e ciclico.

Mito dell’oceano cosmico frullato, in sanscrito “Samutramanthan”

La storia dell’universo è caratterizzato da una costante ricerca di equilibrio tra forza di luce e forze ottenebrate. Per una serie di particolari condizioni gli essere celesti persero il proprio regno, sconfitti dai demoni. Il loro unico scopo era riprendere la loro posizione di controllo. Furono consigliati di stipulare un patto di pace con le forze delle tenebre. Cosi avrebbero cooperato con loro per poter ottenere il nettare dell’immortalità (Amrita) e poter riconquistare il loro regno. Ma per poterlo ottenere dovevano compiere una prova immane, quasi impossibile, ovvero frullare l’oceano cosmico, da cui si sarebbe ottenuto l’elisir stesso. Chiaramente ambedue pensavano segretamente, una volta ottenuto l’elisir, di berlo per primi.

Per realizzare l’impresa utilizzarono, come bastone, il monte Mandara e la immersero nell’oceano appoggiandola su una gigantesca tartaruga (Kurma). Una volta appoggiato il monte sulla tartaruga, il Re dei serpenti (Vasuki Nagaraja) si rese disponibile per fungere da fune, che attorcigliarono attorno alla monte. Gli essere celesti lo afferrarono dalla coda, mentre i demoni lo afferrarono dalle molteplici bocche e cominciarono a tirarlo da una parte e dall’altra, facendo ruotare il monte su se stesso e frullando l’oceano cosmico dal quale si levarono gigantesche onde, formando un terribile veleno (Halakuta), il quale cominciò a distruggere tutto ciò che toccava. Essi si resero conto che si rischiava la distruzione dell’universo stesso.

Tutti si recarono da Shiva e gli chiesero di intervenire. Dopo aver ricevuto le preghiere di aiuto da parte di tutti gli esseri viventi, Shiva acconsenti. Raccolse il veleno, prendendolo nel palmo della mano, e lo ingurgitò. Non appena Shiva ebbe bevuto il veleno, il suo collo diventò blu. Questo è il motivo per cui viene anche chiamato Nilakantha, cioè “dalla gola blu”.

Alla fine gli essere celesti riuscirono ad ottenere l’elisir dell’immortalità e riconquistarono il proprio regno.


Riflessioni

Da questa storia possiamo comprendere la compassione e la potenza del Signore Shiva. Ecco perché ripetendo questo mantra chiedi a Shiva di rimuovere i “veleni” dal tuo cuore come l’invidia, la gelosia, l’odio, la depressione, la cattiveria, la rabbia, etc.


Prova ad ogni fine pratica a dedicarti anche solo 15 o 45 minuti di meditazione con la ripetizione di questo mantra, per cercare di lasciare andare qualsiasi cosa essa sia e creare spazio per il nuovo.

Hari Om

Fonte dell’articolo:

  • Mantra Yoga – Educazione Vedica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close