La meditazione

Che cos’è? E quali sono i suoi benefici?

Sicuramente qualche volta ti è stato detto o consigliato di meditare quando ti trovi in periodi di forti stress, ansia, paura o depressione, ma ti sei sempre chiesta/o: cos’è la meditazione e perché può aiutarmi?!

La meditazione esiste da più di 5000 anni. Nello Yoga Sutra di Patanjali, il termine che viene usato è Dhyana, e si trova nel settimo stadio del percorso che ogni yogin dovrà affrontare lungo il suo cammino. Nel Dhyana si compie e si perfeziona il sesto stadio: il Dharana, o concentrazione. E’ il controllo della mente e la sua localizzazione in un unico punto, per poi arrivare nel Dhyana e liberare la mente fino alla sua totale espansione.

Per capire bene, la nostra mente tende continuamente all’espansione dispersiva, nel Dharana si lasceranno andare i ricordi, i pensieri, le distrazioni, le ossessioni, le preoccupazioni. Poco alla volta diminuiranno fino a cessare e successivamente proveremo uno stato di quiete, confinando la nostra mente in un area limitata. Aiutandoci cosi nel Dhyana ad avere la mente focalizzata in un unico punto. Da essa inizierà poi un nuovo processo espansivo, guidato, cosciente giungendo a percepire l’uno nella totalità nell’uno. La meditazione mira alla percezione del vuoto cosciente, perché solo nel vuoto risiede l’essenza. Perché solo dal vuoto, dal nulla, è possibile iniziare uno sviluppo conoscitivo.

La meditazione è la dissoluzione dei pensieri nella consapevolezza eterna o pura coscienza senza oggettivazione, sapendo senza pensare, fondendo il finito nell’infinito.

(Voltaire)

I suoi benefici fisici e mentali:

  • meno stress, ansia, depressione, preoccupazioni, malattie, paure, esaurimenti, rabbia, dipendenze da alcol, droghe, cibo e sigarette;
  • più gioia, emozioni, energia, chiarezza e memoria;
  • allieva l’insonnia, la sindrome premestruale;
  • diminuisce il mal di testa;
  • aumenta l’elasticità della pelle;
  • migliora la circolazione;
  • ci insegna ad abbracciare la realtà;
  • ci mette in contatto con il nostro intuito;
  • migliora la consapevolezza del sé;
  • accresce l’autostima;
  • aumenta la gentilezza, la fiducia, la pazienza e l’accettazione;
  • costruisce solidità mentale;
  • altro.

La meditazione è l’antidoto a una reazione di attacco o fuga. Abbassa il livello di cortisolo e della pressione sanguigna, rallenta il battito del cuore a ha un potere antinfiammatorio. L’infiammazione è la radice di ogni malattia, anche dei problemi di cuore, della demenza e del cancro. Inoltre il lavoro di respirazione profonda mantiene efficiente il nervo vago. Il vago è il nervo più lungo del corpo. Parte dal midollo allungato e termina nelle viscere, passando attraverso il cuore. Controlla il respiro, la digestione, il battito cardiaco e le nostre reazioni e risposte. Un nervo vago in forma e attivo ti consente di osservare ciò che realmente la situazione ti richiede, senza reagire subito in modo impulsivo. Lo stress elevato, la mancanza di sonno, la depressione, la digestione lenta sono alcuni fattori che diminuiscono il tuo tono vagale. Possiamo aumentarlo e stimolarlo :

  • praticando esercizi di respirazione come “Ujjayi Pranayama“;
  • recitare la sillaba sacra “OM“;
  • cantando;
  • allenandoci;
  • danzando;
  • abbracciando qualcuno;
  • essere gentili;
  • altro.

Inoltre il nervo vago è collegato al sistema nervoso parasimpatico che stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e conserva l’energia.

Come preparasi alla meditazione

Le prime volte sarà difficile riuscire a rimanere a lungo in una posizione immobile, sopratutto per noi occidentali che abbiamo grande difficoltà nel mantenere per tanto tempo il busto, dritto e senza sforzo, in una posizione seduta sul pavimento. Vediamo come preparaci:

  1. metti il cellulare in modalità aereo e imposta la sveglia per la fine della tua meditazione;
  2. siediti, su una sedia o a gambe incrociate, non importa come;
  3. chiudi gli occhi o lasciali aperti se preferisci e cerca qualcosa su cui puntare lo sguardo;
  4. rilassa e abbandona il peso delle tue mani sulle ginocchia;
  5. mantieni la colonna dritta. Se sei seduto su una sedia poggia bene i piedi sul pavimento, se sei per terra fai si che le ginocchia stiano più basse del bacino;
  6. fai 5-10 respiri profondi, osserva i tuoi pensieri e lasciali andare e riporta l’attenzione al tuo respiro;
  7. ora prova a focalizzarti su un mantra, sui chakra, contando e ascoltando il tuo respiro, su una visualizzazione e sull’apertura del cuore. Sceglie la pratica che più ti senti. Ancora una volta se i pensieri arriveranno, non preoccuparti, lasciali andare e riporta l’attenzione al tuo respiro;
  8. quando ti senti pronto riprendi coscienza del tuto corpo fisico, unisci le mani in preghiera e lentamente apri gli occhi verso terra e ringraziati per esserti dedicato/a del tempo per te stessa/o;

Consiglio:

Se avvertite pesantezza del corpo è utilissimo visualizzare sopra il vostro capo un filo sottile e robusto che vi tira su verso l’alto, rendendo tutto il corpo più leggero.

Qualunque sia la pratica che sceglierete, portatela avanti per almeno 3 mesi consecutivi, possibilmente senza mai saltare un giorno. Il tempo di mantenimento deve aumentare gradualmente, iniziate con 5 minuti fino a 60. Scegli tu il tempo giusto per te.

Ci sono tre momenti ideali per meditare: la mattina appena svegli, prima di andare a dormire e alla fine della tua pratica. Appena svegli la mente si trova ancora connessa con la sua parte più profonda, portando con noi uno stato di equilibrio, pace, serenità sperimentata nella notte. Meditare alle prime luci dell’alba, è possibile assorbire l’energia pura del sole e della natura. Prima di andare a dormire attraverso la meditazione puliamo la mente da informazioni non utili e che impediscono la connessione con il nostro sé profondo, aumentando la qualità del sonno. Alla fine della tua pratica, la meditazione ti aiuta ad assorbire i benefici delle asana e a trovare equilibrio nel corpo e quiete nella mente.


Vi lascio una meditazione, con visualizzazione del seme e la nascita del fiore, che vi porterà alla coscienza della trasformazione per comprendere appieno la vita.


Pratica di meditazione – “La nascita del fiore” (puspajanman):

  • trova una posizione comoda, sdraiato/a o seduto/a se ti può servire puoi usare anche un cuscino da meditazione, abbassa le spalle, allunga bene la schiena verso l’alto e porta le tua mani sulle ginocchia;
  • inizia con tre respiri profondi, ispira ed espira dal naso, per aiutarti a rilassarti e a percepire le sensazione presenti;
  • prova a passare la tua attenzione su ogni parte del corpo, per controllare che non ci siamo tensioni muscolari;
  • osserva il silenzio e il tuo respiro che si mantiene naturale, calmo e regolare;
  • prova a pensare a un seme: posizionalo nella terra, coscienti che la terra è il primo elemento di cui il seme ha bisogno. L’acqua è il secondo elemento che aiuterà il seme a germogliare. Essa penetrerà nella terra, bagnerà il piccolo seme che si schiuderà per lasciar uscire un germoglio;
  • ora prova a pensare al sole, perché senza il suo calore il seme non potrebbe crescere. Il seme si è schiuso e un germoglio è uscito dalla terra, ma seccherebbe sotto il calore del sole se non ci fosse l’aria a muoverlo e rinfrescarlo. Dopo di questo il seme diventato un fiore si impregnerà dell’elemento più sottile: l’Etere;
  • voi siete quel piccolo seme che è diventato un fiore, bellissimo e colorato. Prova a restare cosi, come un fiore mosso dal vento, ma ben radicato nella terra, ed entrerete piano piano in un naturale stato di quiete;
  • quando ti senti pronto riprendi coscienza del tuto corpo fisico, se ti sei sdraiato spostati su il fianco destro e con l’aiuto delle mani alzati e portati seduto con le gambe incrociate o come ti senti più comodo, unisci le mani in preghiera e lentamente apri gli occhi verso terra e ringraziati per esserti dedicato/a del tempo per te stessa/o.

Hari Om

Fonti dell’articolo:

  • Commento agli Yoga Sutra di Patanjali – B.K.S. Iyengar;
  • Il grande libro dello yoga – Gabriella Cella;
  • Basta poco – Sukey e Elizabeth Novogratz.

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