Surya Namaskara classico

La parola “Surya” è il nome in sanscrito del “sole” e “Namaskar” significa “saluto”. Il saluto al sole è una sequenza intesa come un atto di devozione.

Il mito

Surya, il Dio sole, è conosciuto come colui che illumina e stimola la conoscenza. Il suo ruolo è molto simile a quello del Brahma, il Dio della creazione, cioè di permettere la vita sulla terra attraverso i suoi raggi, il calore e la luce.

Ogni giorno Surya attraversa le volta celeste sul suo carro trasportato da sette cavalli, uno per ogni settimana. Il cocchiere è Arjuna, l’eroe del poema epico indiano Mahabharata.

A Surya è dedicato il più antico inno del Rig-Veda, il “Gayatri Mantra” (mantra della realizzazione interiore) ed è venerato da quando furono scritti i testi vedici da veggenti e saggi indiani. Da tempo immemorabile questo mantra era riservato ai bramini (sono la casta da cui provengono i sacerdoti indù) che non lo rivelavano a nessuno. Lo si recitava di preferenza all’alba:

Om Bhur Bhuvah Swaha

Tat Savitur Varenyam

Bhargo Devasya Dhimahi

Dhiyo Yo Nah Prachodayat.


Om. Meditiamo insieme sulla luce

gloriosa e fulgida del Sole Cosmico

possa Egli illuminare le nostre menti

e proteggere le nostre azioni.

Esistono innumerevoli traduzioni e interpretazioni di questo mantra, quella sopra citata è una delle tante.

La sua struttura

Il Surya Namaskara si basa su una serie di 12 asana (posizioni), eseguite in una precisa sequenza. Consiste nel passare in modo fluido dall’una all’altra delle seguenti posizioni, mantenendo ciascuna di esse per la durata della pausa naturale tra i respiri. E’ composto da piegamenti di apertura e di chiusura, riscalda e allunga tutti i muscoli favorendo la flessibilità. Si inspira dalle narici durante i piegamenti all’indietro, e si espira dalle narici durante i piegamenti in avanti. Mentre in ashtanga namaskara (posizione degli otto punti) è richiesta la sospensione del respiro.

Benefici:

  • crea un massaggio interno che agisce sugli organi interni e sul flusso sanguineo;
  • tonifica tutti gli organi addominali migliorando la digestione e l’eliminazione;
  • rinforza i muscoli di tutto il corpo;
  • elasticizza tutta la colonna vertebrale;
  • migliora la respirazione;
  • viene usato prima di una sequenza di asana e come riscaldamento nella pratica;
  • calma la mente, ristabilendo l’armonia nel flusso dei pensieri.

Praticandolo giornalmente, si sottopone la propria spina dorsale a un benefico e tonificante massaggio interno rivitalizzando tutto il sistema nervoso centrale e periferico. Anche il corpo acquista gradualmente una scioltezza e un’elasticità sorprendente. Crea un azione rivitalizzante e costruttiva che viene esercitata anche su tutti i sette Chakra (centri energetici) e sulla Sushumma Nadi (canale centrale).

Il sole, venerato come il Dio Surya, come già scritto prima è una fonte preziosissima di energie vitali e questo Namaskar (saluto) ha lo scopo di poterle saggiamente utilizzare. Gli antichi yogi hanno intuito ed elaborato questo prezioso rito che migliaia d’anni fa veniva principalmente eseguito nei momenti dell’alba e del tramonto.

Puoi recitare un mantra ciascuno per ogni posizione nella sequenza. Questo farà sì che abbiate cantato 12 mantra corrispondenti alle 12 posizioni del Surya Namaskara:

  1. Pranamasana, Om Mitraya Namaha (saluti all’amico di tutti);
  2. Hasta uttanasana, Om Ravaye Namaha (saluti a colui che splende);
  3. Uttanasana, Om Suryaya Namaha (saluti a colui induce l’attività);
  4. Ashwa sanchalanasana,  Om Bhanave Namaha (saluti a colui che illumina);
  5. Adho mukha svanasana, Om Khagaya Namaha (saluti a colui che si muove veloce attraverso il cielo);
  6. Ashtanga namaskara, Om Pushne Namaha (saluti a colui che da forza);
  7. Bhujangasana, Om Hiranyagarbhaya Namaha (saluti al Sé cosmico dorato);
  8. Adho mukha svanasana, Om Marichaye Namaha (saluti al signore dell’alba);
  9. Ashwa sanchalanasana, Om Adityaya Namaha (saluti al figlio di Aditi – la divina Madre cosmica);
  10. Uttanasana, Om Savitre Namaha (saluti alla benevolente madre);
  11. Hasta uttanasana, Om Arkaya Namaha (saluti a colui che è degno di essere lodato);
  12. Tadasana, Om Bhaskaraya Namaha (saluti a colui che conduce all’illuminazione).

Pratica:

  1. in piedi, con gli arti inferiori uniti o larghi quanto il bacino e mani giunte davanti al petto (pranamasana);
  2. inspirate, sollevate in alto le braccia e inarcate il busto all’indietro (hatsta uttanasana);
  3. espirando, piegate il busto in avanti e portate le mani a terra (uttanasana);
  4. inspirando, portate indietro il piede destro appoggiando a terra il ginocchio, aprite il petto e guardate davanti a voi (ashwa sanchalanasana);
  5. trattenete il respiro e portate il piede sinistro vicino al destro, espirando portate il bacino verso l’alto e guardate verso i vostri piedi o l’ombelico (adho mukha svanasana);
  6. trattenete il respiro, e spostatevi in avanti, appoggiate le ginocchia a terra, piegate i gomiti, tenendoli stretti, petto e mento a terra (ashtanga namaskara);
  7. inspirando scivolate con il torace e sollevate il busto (bhujangasana);
  8. espirando, facciamo forza sulle mani e ci spingiamo indietro sollevando il bacino verso l’alto (adho mukha svanasana);
  9. inspirando, portate fra le mani il piede destro, poggiate il ginocchio sinistro a terra e aprite il petto (ashwa sanchalanasana);
  10. trattenendo il respiro portate il piede sinistro vicino al destro, ed espirando portate il torace vicino alle ginocchia e le mani a terra (uttanasana);
  11. inspirando, sollevate in alto le braccia e inarcate il busto all’indietro (hasta uttanasana);
  12. espirando, portate le braccia vicino ai fianchi con i palmi delle mani rivolti in avanti (tadasana).

Questa sequenza, eseguita al mattino appena alzati prepara il corpo e la mente per la giornata. La sera prima di andare a letto concilia il sonno.

Controindicazioni:

  • ernia del disco;
  • ernia iatale;
  • ernia inguinale;
  • pressione sanguigna bassa;
  • schisi.


Hari Om

Fonte dell’articolo:

  • Lo yoga dei grandi maestri – Giorgio Furlan.

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