I mudra

La parola sanscrita mudra è tradotta con gesto, sigillo, atteggiamento, scorciatoia o circuito di deviazione. “MUD” sta per gioia e “RA” sta per suscitare. Il mudra è un sigillo che apporta gioia.

Dall’antichità sino ai giorni nostri i mudra sono stati descritti in vari testi per preservarli e tramandarli. Tuttavia, questi riferimenti non sono mai stati dettagliati o delineati chiaramente poiché tali tecniche non dovevano essere imparate dai libri. L’apprendimento pratico da un guru è sempre stato considerato un requisito necessario per poterli eseguire.

  • Che cosa sono i mudra?

Come poterlo chiarire al meglio se non con le parole di Swami Satyananda Sarsawati:

I mudra sono pratiche superiori che portano al risveglio dei prana, dei chakra e della kundalini e che conferiscono al praticante avanzato la siddhi (poteri psichici) principali.

Swami Satyananda Saraswati

Essi possono essere spiegati come gesti psichici, emozionali, devozionali o estetici. Gli yogi hanno sperimentato i mudra come modalità del flusso dell’energia indicate a collegare la forza pranica individuale con la forza cosmica o universale.

I mudra sono una combinazione di movimenti fisici sottili che modificano lo stato d’animo, l’attitudine e la percezione e che rendono più profonda la consapevolezza e la concentrazione. Può coinvolgere tutto il corpo in una combinazione di asana (posizioni), pranayama (respirazioni), bandha (chiusure) e tecniche di visualizzazione o può essere una semplice posizione della mano.

L’Hatha Yoga Pradipika considera i mudra una yoganga (branca indipendente dello yoga) che richiede una consapevolezza molto sottile. I mudra vengono introdotti dopo che si è raggiunta una certa pratica di asana, pranayama e bandha, e dopo che sono stati eliminati i blocchi più grossolani.

Gli atteggiamenti e le posizioni assunte durante la pratica dei mudra stabiliscono un collegamento diretto tra annamaya kosha (corpo fisico), pranamaya kosha (corpo pranico) e manomaya kosha (corpo mentale). Inizialmente mette il praticante in condizioni di sviluppare la consapevolezza del flusso del prana nel corpo. Infine stabilisce un equilibrio pranico (energetico) tra i kosha (involucri) e consente di dirigere l’energia sottile verso i chakra (centri energetici) superiori, introducendo stati superiori di coscienza (citta).

I mudra dirigono il prana (energia vitale) nello stesso modo in cui l’energia, nella forma di luce, viene deviata da uno specchio. Le nadi (canali energetici) e i chakra (centri energetici) irradiano costantemente prana (energia vitale) che normalmente sfugge dal corpo e si disperde nel mondo esterno. Creando delle barriere all’interno del corpo attraverso la pratica dei mudra, l’energia viene canalizzata all’interno. Inoltre, i mudra forniscono un mezzo per accedere e influenzare i riflessi inconsci e i modelli di comportamento istintivi e primari che hanno origine nelle aree primitive del cervello. Lo scopo è quello di distogliere gli yogin, attraverso diversi mudra, dai modelli comportamentali istintivi e stabilire una coscienza (citta) più raffinata avendo un effetto differente su corpo, mente e prana.

Spesso i mudra vengono formati in modo del tutto inconsapevole, come se all’interno del nostro corpo esistesse una saggezza autonoma che cerca e trova sempre la migliore possibilità di espressione. Se osserviamo attentamente i nostri specifici e inconsapevoli gesti e posizioni delle mani, oppure quelli di altri uomini mentre comunichiamo con essi, possiamo anche riconoscere quali pensieri attraversano la nostra testa o quella degli altri. Le mani non mentono, esse rivelano a noi e al nostro interlocutore quando ciò che appare all’esterno non coincide con l’interiorità.

I mudra nelle diverse culture

Nelle culture orientali i mudra sono usati da un numero smisurato di anni per scopi terapeutici e tramandati di generazione in generazione. Il loro potere curante era conosciuto anche dalle antiche popolazioni del nord, del centro e del sud America. Mentre, i mudra hanno un significato più esteso nelle danze sacre proprie dell’induismo. Qui, attraverso essi, sono rappresentati interi drammi: ogni gesto è un messaggio chiaro ed esprime il sentimento corrispondente.

Li troviamo anche nelle immagini e sculture che rappresentano spesso il Buddha, le divinità indiane, Cristo e i santi con le mani disposte in forma di mudra e indicanti gesti di insegnamento e protezione, oppure posizioni delle mani che simboleggiano benedizione, perdono, attitudine e raccoglimento.

I mudra conferiscono agli atti sacri, che in Oriente e Occidente sono praticati dai sacerdoti, forza ed espressività.

I cinque gruppi di mudra:

  • hasta (mudra delle mani), sono meditativi che ricanalizzano il prana emesso dalle mani all’interno del corpo. I mudra che uniscono il pollice e l’indice coinvolgono la corteccia cerebrale motoria a un livello sottile, generando un circuito di energia che scende dal cervello alla mano e poi risale. La consapevolezza conscia di questo processo porta rapidamente all’interiorizzazione. Nelle dita e nelle mani esistono molte terminazioni nervose. Ogni mudra ne stimola i punti riflessi, creando una connessione con una parte del nostro cervello. Inoltre, per ogni dita della mano corrispondono i cinque elementi. Le tecniche sono: Gyana mudra, Chin mudra, Yoni mudra, Bhairava mudra e Hridaya mudra;
  • mana (mudra della testa), sono parte integranti del kundalini yoga e molte sono tecniche meditative. Esse utilizzano gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua e le labbra. Le tecniche sono: Khechari mudra, Shambhavi mudra, Nasikagra dristhi, kaki mudra, Bhujangini mudra, Bhuchari mudra, Akashi mudra, Shanmukhi mudra e Unmani mudra:
  • kaya (mudra posturali), pratiche che utilizzano posizioni fisiche unite al respiro e alla concentrazione. Le tecniche sono: Viparita karani mudra, Pashini mudra, Prana mudra, Yoga mudra, Manduki mudra e Tadahi mudra;
  • bandha (mudra di chiusura), questa paratica combina mudra e bandha. Esse caricano il prana e lo preparano per il risveglio della kundalini. Le tecniche sono: Maha mudra, Maha bheda mudra e Maha vedha mudra;
  • adhara (mudra perineali), tecniche che ricanalizzano il prana dei centri inferiori verso il cervello. Si trovano i mudra che riguardano l’elevazione dell’energia sessuale. Le tecniche sono: Ashwini mudra e Vajroli/sahajoli mudra.

I mudra possono essere praticati in combinazione con asana e pranayama o dopo la pratica di esse.


Vi lascio due articoli riguardanti i mudra delle mani:


Hari Om

Fonti dell’articolo:

  • Il grande libro dello yoga – Gabriella Cella;
  • Asana Pranayama Mudra Banda – Swami Satyananda Saraswati.

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